Speranza e Amore-Hope and Love.

Per essere accolto con simpatia, devi avere un cuore accogliente, aperto, umile, saggio, non giudicante…
Chi ti incontra deve poter sentire prima, tutta la tua simpatia, il tuo calore, la tua disponibilità…
Avete mai riflettuto sul concetto di normalità? Che cosa significa essere “normali”? Perché le persone vivono secondo una certa tipologia di normalità e non un’altra?
Siete realmente voi che state scegliendo come spendere il vostro prezioso tempo? Ha senso vivere in questo modo? Rende felici gli esseri umani?
La normalità non è una condizione casuale ma il riflesso delle esigenze del sistema nel quale un individuo sperimenta la propria esistenza.
In un mondo dove predomina il credo della dottrina neoliberista, risulta “normale” tutto ciò che è utile al capitale.
La società in cui viviamo, con le sue regole e le sue prassi, ci appare normale perché siamo cresciuti al suo interno.
Ma se avessimo avuto la possibilità di crescere in un’altra società, quella attuale ci sembrerebbe del tutto folle, anche se in effetti, soffermandoci a pensare, bisogna ammettere che ci apparirebbe folle perché in fondo lo è.
Oggi la maggior parte dei lavori non vengono scelti dai lavoratori in modo volontario, ma è il sistema che costringe a svolgere determinate mansioni e a subordinarsi nei confronti di altri esseri umani, per mezzo di un potente ricatto economico e d’incessanti processi di condizionamento mentale.
Anche i percorsi di studio sono fortemente influenzati dalle esigenze del mercato del lavoro, perché all’interno della Società Capitalistica lo scopo della scuola non è di fornire agli studenti gli strumenti cognitivi necessari per maturare un sano spirito critico, né di aiutarli a coltivare e sviluppare le proprie passioni più autentiche, ma di sfornare lavoratori docili e ubbidienti, disposti a credere alle presunte verità diffuse dal potere, e a subordinarsi spontaneamente per 8-12 ore al giorno, svolgendo diligentemente i ruoli utili al capitale, senza lamentarsi, né avere pretese rivoluzionarie.
Purtroppo, però, oggi il sistema socio-economico-culturale non insegue la libertà, né la felicità o il benessere degli esseri umani, ma è orientato a soddisfare la brama di potere e di profitto dei membri di una minoranza.
Il sistema ha bisogno d’individui disposti a schiavizzarsi per 8-12 ore al giorno, di consumatori incalliti che vestono alla moda e di menti stanche, distratte e assonnate davanti alla Tv.
Il sistema ha bisogno di cervelli non allenati al pensiero critico, che credano nei dogmi religiosi, economici e politici, necessari per ottenere gli obiettivi delle élites.
Il sistema ha bisogno d’individui docili, ubbidienti e incapaci di ribellarsi, che vadano a votare chi userà il potere dello Stato contro di loro.
Il sistema ha diffuso un insieme di valori e inscenato un’esistenza stereotipata sulla base delle esigenze del profitto,suggerendo di tollerare l’ingiustizia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e del divario sociale, causando un evitabile iper-consumo che a sua volta ha portato a un considerevole incremento dell’inquinamento ambientale, oltre ad aver condannato l’umanità a un iper-lavoro.
La legittimazione dei processi d’accumulazione stratifica la società. Gli individui si dividono in classi, in base al loro reddito o al ruolo sociale.
Non ci sono esseri umani che condividono comparabili condizioni di benessere e ricchezza, ma sfruttati e sfruttatori, schiavi e schiavisti, parassiti e lavoratori, ricchi e poveri, occupati e disoccupati…
A forza d’inseguire il profitto si è concretizzata una sorta di follia sociale. Ed ecco che per poter accettare un simile destino gli esseri umani devono convincersi del fatto che tutto ciò sia “normale”.
A tal fine il sistema insidia le menti con l’istruzione e la propaganda, distrae e disorienta impedendo di pensare, anche per mezzo di un lavoro alienante e totalizzante.
Superando quella normalità fatta di egoismo e di ricerca del profitto, gli esseri umani potrebbero iniziare a cooperare per costruire un sistema sociale nel quale “normalità” significhi essere liberi di esprimere la propria unicità, senza più condizionamenti e false necessità, che riducono gli individui a meri schiavi al servizio delle esigenze del sistema economico e di una élite sfruttatrice e parassitaria.
Prima ancora di essere una questione individuale, il fallimento, almeno in certi Paesi che si trascinano nelle periferie della storia, assume i contorni funesti d’una piaga collettiva, d’un retaggio ereditario impresso nell’anima di tutto un popolo.
La strada della rinascita dell’umanità passa per il rifiuto della normalità.
Comprendo a malapena,
l’origine di questo
fortissimo vento, uragano.
La sofferenza di spiriti di uomini e donne
e bambini
senza giustizia dalla notte dei tempi
per la luce che tutto comprende
compenetrata con l’ombra
ingiustamente ammazzati, o suicidatisi
impazziti, rinchiusi, segregati
seviziati, giustiziati. Ma in nome di che?
Sento il loro grido di dolore
potente,
che è il mio e tuo dolore
che ci rende colpevoli e sordi,
per vigliaccheria e come zombie
sopravvivere ancora tra zombie
per sopravviver perdendo
pian piano la volontà, energia questa
di nuovo assorbita, da indefinibili entità.
Il cuore è morto,
la mia voce non riesce a
non tradire la mia delusione
senza lacrimare.
Non è solo il fallimento di oggi
é il fallimento di una vita
desiderosa di fuggire,
ma legata al cappio
di una non rassegnazione
che non si spegne mai.
I momenti di pace
energia diffondono
e malessere,
tra chi non comprende
In queste parole,
In questo rifugio
per conforto di vita,
la potenza della Luce.

To be welcomed with sympathy, you must have a welcoming heart, open, humble, wise, non-judgmental …
Those who meet you must be able to feel first, all your sympathy, your warmth, your availability …
Have you ever thought about the concept of normality? What does it mean to be “normal”? Why do people live according to a certain type of normality and not another?
Are you really the one who is choosing how to spend your precious time? Does it make sense to live this way? Does human beings happy?
Normality is not a casual condition but a reflection of the needs of the system in which an individual experiences his own existence.
In a world where the creed of neoliberal doctrine predominates, everything that is useful to capital is “normal”.
The society in which we live, with its rules and its practices, appears normal to us because we have grown up within it.
But if we had the opportunity to grow in another society, the current one would seem completely crazy, even if in fact, pausing to think, we must admit that we would appear crazy because it is deep down.
Today most of the jobs are not chosen by the workers in a voluntary way, but it is the system that forces them to carry out certain tasks and to subordinate themselves to other human beings, by means of powerful economic blackmail and incessant processes of mental conditioning.
Even the study paths are strongly influenced by the needs of the labor market, because within the Capitalistic Society the aim of the school is not to provide students with the cognitive tools necessary to develop a healthy critical spirit, nor to help them to cultivate and develop their most authentic passions, but of churning out docile and obedient workers, willing to believe the alleged truths spread by power, and to subordinate themselves spontaneously for 8-12 hours a day, diligently performing the roles useful to capital, without complaining, or having revolutionary pretensions .
Unfortunately, however, today the socio-economic-cultural system does not pursue freedom, nor the happiness or well-being of human beings, but is oriented towards satisfying the desire for power and profit of the members of a minority.
The system needs individuals willing to enslave for 8-12 hours a day, of hardened consumers who dress up in fashion and tired, distracted and sleepy minds in front of the TV.
The system needs brains not trained in critical thinking, who believe in the religious, economic and political dogmas necessary to achieve the goals of the elites.
The system needs individuals who are docile, obedient and incapable of rebelling, who go to vote who will use the power of the state against them.
The system has spread a set of values ​​and staged a stereotyped existence based on the needs of profit, suggesting to tolerate the injustice of the exploitation of man on man and the social divide, causing an avoidable hyper-consumption which in turn has led to a considerable increase in environmental pollution, as well as having condemned humanity to a hyper-job.
The legitimization of accumulation processes stratifies society. Individuals are divided into classes, based on their income or social role.
There are no human beings who share comparable conditions of well-being and wealth, but exploited and exploiters, slaves and slavers, parasites and workers, rich and poor, employed and unemployed …
By virtue of pursuing profit, a sort of social madness has materialized. And so, in order to accept such a destiny, human beings must be convinced that everything is “normal”.
To this end the system undermines the minds through education and propaganda, distracts and disorients by preventing one from thinking, even by means of an alienating and all-encompassing work.
Overcoming that normality made of selfishness and the pursuit of profit, human beings could begin to cooperate to build a social system in which “normality” means to be free to express their uniqueness, without more conditioning and false necessities, which reduce individuals to mere slaves serving the needs of the economic system and an exploitative and parasitic elite.
Even before being an individual question, failure, at least in some countries that drag along the outskirts of history, takes on the fatal contours of a collective plague, of a hereditary heritage imprinted on the soul of a whole people.
The road to the rebirth of humanity passes through the rejection of normality.
I barely understand,
the origin of this
very strong wind, hurricane.
The suffering of spirits of men and women
and children
without justice since the dawn of time
for the light that includes everything
interpenetrated with the shadow
unjustly killed, or committed suicide
gone crazy, locked up, segregated
tortured, executed. But in the name of what?
I hear their cry of pain
powerful,
that is my and your pain
that makes us guilty and deaf,
for cowardice and as a zombie
survive again among zombies
to survive by losing
slowly the will, this energy
again absorbed, from indefinable entities.
The heart is dead,
my voice can not
do not betray my disappointment
without weeping.
It is not just today’s failure
it is the failure of a life
eager to escape,
but linked to the noose
of a non-resignation
that never goes out.
The moments of peace
energy spread
and malaise,
between those who do not understand
In these words,
In this shelter
for comfort of life,
the power of light.

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