Imperium Moritur Tua Europam.

Non voglio certo ergermi a profeta e, pertanto, mi guardo bene dal profetizzare che stiamo vivendo i tempi dell’Apocalisse. Può darsi che non siano affatto gli ultimi tempi in assoluto, però sono convinto che lo siano in senso relativo; che siano, letteralmente, gli ultimi tempi dell’Europa e della nostra civiltà, così come l’abbiamo conosciuta.
Se gli uomini non commetteranno l‘irreparabile follia di dare la parola agli arsenali atomici, è possibile – anche se non molto probabile – che la storia non sia giunta al capolinea; ma è certo che al capolinea sta giungendo velocemente una civiltà, la nostra; e, con essa, stanno implodendo tutti i valori, tutte le certezze, tutte le cose per le quali pensavamo che fosse bello e giusto lavorare, e, se necessario, anche sacrificarsi.
Così, a spanne,mi sentiro di dire che la civiltà europea ha ancora qualche anno, forse perfino qualche decennio, da vivere ancora; più che da vivere, da agonizzare, sempre più miseramente, sempre meno dignitosamente: ma non di più. È molto difficile pensare che abbia ancora cinquanta o cento anni da vivere. Vivrà, ma non sarà più quella: non assomiglierà più in nulla a quella che abbiamo vissuto, che abbiamo amato e, qualche volta, disprezzato: ma anche quando l’abbiamo disprezzata, lo abbiamo fatto per troppo amore, perché l’avremmo voluta vedere più forte, più fiera di sé, più coerente, più combattiva.
Noi, per adesso, possiamo fare ben poco, anzi, non possiamo fare nulla, se non parlare apertamente, come Cassandra o come Don Chisciotte, ed essere derisi, compatiti, insultati, perseguitati: destino che sempre è riservato agli annunciatori della verità in un mondo impazzito, che non vuole udirla, non vuole vederla, e che prende in odio quanti gli ricordano che essa, comunque, esiste: che piaccia o che non piaccia.
La ‘bella vita’ ha finito per incrinarsi nelle giunture.
Nei prossimi anni, l’immensa maggioranza della popolazione terrestre sarà condotta a provare il senso del turbamento psichico e fisico, fino al punto di non poter più distogliere né gli occhi né il cuore dall’Essenziale; sarà una benedizione che consentirà forse all’umano di riscoprire le favolose possibilità che la Natura mette a sua disposizione intorno e dentro di lui: verrà allora il tempo in cui non saprete più distinguere il materiale dall’immateriale, la scienza dallo Spirito, perché ogni scoperta perderà il nome di ”invenzione”.
Personalmente ritengo che,
data la brevità e le difficoltà della vita,
e data l’impossibiltà umana
di modificarne i tratti fondamentali
la cosa migliore sia, fin quando ci è possibile,
affrontarla con un sorriso…
piuttosto che con un perenne muso lungo…
Prendete un bicchiere di Gioia
Una tazza di Buona Volontà
Cinque cucchiai di Entusiasmo
Quattro fette di Semplicità
Uno spicchio di Prudenza
Un pizzico di Risate
Due etti di Fiducia
Una foglia di quella rara pianta chiamata Umiltà
Un’abbondante dose di Amore
Un gambo di Serenità
Condite il tutto con un po’ di Fede
Amalgamate con Tenerezza, Gentilezza e Comprensione
Versate in uno stampo di Pazienza
Lasciate cuocere con i raggi del sole
E servite con gustosissimo Sorriso!
Affrontare tutto nella vita
è la chiave per aprire la porta della felicità,
affrontare tutto con un sorriso
è il segreto per tenere la porta sempre aperta.
Il sorriso è messaggio di buona volontà.
Il vostro sorriso illumina la vita
di tutti quelli che vi vedono.
Per qualcuno che ha incontrato
un sacco di gente cupa, scorbutica,
o che ha girato la testa dall’altra parte,
il vostro sorriso è come un raggio di sole
tra le nuvole.
Un piccolo pezzetto di Paradiso.
che lo sfavillare della natura
sa far nascere anche dalla roccia più dura.
E tu rinascerai con ogni foglia e ogni fiore
del tuo angolo pieno di vita e di Amore!!!
E così il tuo amore che pareva per sempre andato
un giardino pieno di vita ha creato.

I certainly do not want to stand up to a prophet and, therefore, I am careful to prophesy that we are living the times of the Apocalypse. It may not be the last time at all, but I am convinced that they are in a relative sense; that they are, literally, the last days of Europe and of our civilization, as we have known it.
If men do not commit the irreparable folly of giving the word to atomic arsenals, it is possible – though not very likely – that history has not come to an end; but it is certain that a civilization, ours, is rapidly coming to its end; and, with it, they are imploding all the values, all the certainties, all the things for which we thought it was beautiful and right to work, and, if necessary, even to sacrifice oneself.
So, in span, I’m going to say that European civilization still has a few years, maybe even a few decades, to live on; more than to live, to agonize, more and more miserably, less and less dignified: but no more. It is very difficult to think that he still has fifty or a hundred years to live. It will live, but it will no longer be that: it will no longer look anything like what we have experienced, loved and sometimes despised: but even when we have despised it, we have done it for too much love, because we would have liked to see it. stronger, more proud of himself, more consistent, more combative.
We, for now, can do very little, indeed, we can not do anything, if not speak openly, as Cassandra or as Don Quixote, and be laughed, pitied, insulted, persecuted: destiny that is always reserved to the announcers of truth in a A world gone mad, that does not want to hear it, does not want to see it, and that takes in hate those who remind him that it, however, exists: whether it likes it or not.
The ‘good life’ has ended up cracking in the joints.
In the coming years, the immense majority of the earth’s population will be led to experience the sense of psychic and physical disturbance, to the point where they can no longer take their eyes or heart away from the Essentials; it will be a blessing that will perhaps allow the human to rediscover the fabulous possibilities that Nature puts at his disposal around and within him: then comes the time when you will no longer know the material from the immaterial, the science from the Spirit, because every discovery will lose the name of ” invention ”.
Personally I think that,
given the brevity and difficulties of life,
and given human impossibility
to modify its fundamental features
the best thing is, as long as we can,
face it with a smile …
rather than with a perennial long snout …
Take a glass of Joy
A cup of good will
Five tablespoons of enthusiasm
Four slices of Simplicity
A segment of Prudence
A pinch of laughter
Two ounces of trust
A leaf of that rare plant called Humility
A generous dose of Love
A stem of Serenity
Season it with a little Faith
Mix with Tenderness, Kindness, and Understanding
Pour into a mold of patience
Let it cook with the rays of the sun
And serve with very tasty :-)!
Tackle everything in life
it’s the key to opening the door to happiness,
face everything with a smile
it’s the secret to keeping the door always open.
Smile is a message of goodwill.
Your smile illuminates life
of all those who see you.
For someone who has met
a lot of gloomy, scorbutic people
or who turned his head away,
your smile is like a ray of sunshine
Between the clouds.
A small piece of Paradise.
that the sparkle of nature
can also be born from the hardest rock.
And you will be reborn with every leaf and every flower
of your corner full of life and love !!!
And so your love seemed forever gone
a garden full of life has created.

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