Ode Al Ricordo-Ode To Remember-أودي الريكوردو

Chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza. “Johann Wolfgang von Goethe”.

L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.” “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.” Il Padreterno, per compensare l’uomo delle enormi carenze fisiche nei confronti dei propri simili,lo ha dotato della ragione ma ha purtroppo omesso di fornirlo della combinazione esatta per servirsene. Ho toccato con mano il dolore È caldo e pulsa Si contrae come un cuore. Ho sfiorato con gli occhi il male. Ferisce e sanguina Come un taglio trasversale. Ho letto le sillabe della parola ciao Agghiaccia e stordisce una vita sfiorisce Ho pianto in silenzio. Confuso e impotente. Non ho altro modo Per farti capire, Per dirti coraggio. E allora lo scrivo con La nube di una umana parola che seppe dissolversi in un elevato barbaglio di sole di questo scalare ricordo, vicino e lontano, piovuto dal sudore del cielo in un pozzo d’Amore, tra un ruscello montano e Indelebili parole di richieste sensuali e Dolci D’amore.
Forse è un miscuglio che mi genera, il dolore, le parole che ho imparato. La voglia di dominare i tormenti e un istinto irrefrenabile m’inquieta corroso da una sete inestinta: in quale deserto s’è formata? a quale fonte dissetarla? Angoli inesplorati si nascondono in me, l’io e l’inconscio, la luce e l’ombra che non si lascia acciuffare, sguscia si nasconde e si perde. Sarebbe bello essere perbene, avere rispetto di sé e degli altri, convivere con i propri valori, amare l’altrui libertà, ma… un’anima in pace con se stessa non partorisce trame e parole ma Solo Concretezze del proprio Vivere Essenza Stessa del Divino. Se m’avessi aperto le porte, se al rifugio m’avessi ancorato forse il delirio selvaggio non avrebbe imposto pedaggio. È triste al mattino la storia oscura e il sogno immortale mette premura. Tenero e casto mi giunse il richiamo l’inno soave che m’incastrò, sembrò facile seguirne l’eco l’orma fatale che m’incendiò. Con gesto intrepido e senza controllo ruppi il patto con la virtù, della mia sorte cedetti le chiavi che fino ad oggi non riebbi mai più. E ora al dunque dell’attesa compensa che sia fama o riconoscenza mi lascia solo in mezzo alla via nemmeno una lacrima di cortesia. Una virgola, un esclamativo o un segno evanescente? Dimmelo, vienimi in sogno, svelami la regola e io l’applicherò. Parole pronunciate da mago in discariche abusive andrò a rovistare. Disconnetto il cervello e il bastardo caccia un ringhio, così modestamente mi avvio verso i gradini del patibolo e in abito impeccabile da scuola continuo ad usurpare la parola. Non chiedo scusa come facevo in anni lontani quand’era colpa la sola esistenza. Non condanno le righe mai nate le parole che dormono pigre nell’abisso profondo dove il rosso s’ingarbuglia col nero. Non espando le frasi né cerco artifizi che dilatino il verso, l’emozione è il despota che traccia la via il sentiero che mi accingo a seguire. Frecce boriose che m’indicate la strada, non affaticatevi: la conosco. So dove giacciono i resti dove condensano i ricordi e l’immagine catalizza in sogni astratti. Non mi tormentate, non correrò, non seguirò i ritmi della mattanza, non zoppico a consumare eventi, camminerò lento lungo il viale dei cipressi, vedrò la porta avvicinarsi con calma, avrò modo di studiarne la prospettiva e valutarne l’infinita sciatteria. Osserverò il popolo in pellegrinaggio dove un giorno di maggio sarò di passaggio in un luogo per soli adulti. Adulti soli adulti ieri adulteri e così sia. Nel buio che oscura la vista guardo il tuo volto conosciuto da sempre, le nostre solitudini diluite in anni di presagi e di speranze. Sulla strada vuota di passi all’alba ripetiamo eterni gesti e parole appresi in grembo da un’unica madre la Terra.
Ho stralciato dallo spartito
solo lembi di ricordi:
ne ho composto
un grappolo di sottile
narcotico
per stordire
la fantasia incalzante
della Vita.
Suona Il mio pianoforte
Un suono, due suoni,
tre, Quattro,
mille suoni nuovi!
Tu, attesa , soave melodia
eri così conosciuta
Ora ricordo i tuoi canti
Hanno sempre abitato
Il cuore dei miei sogni.
Ascoltate il delizioso ritmo:
Coraggio, libertà e vita
Lo compongono.
INVICTUS (non vinto)
Dal profondo della notte
che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo
che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa
delle circostanze
non mi sono tirato indietro
né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia
della sorte
il mio capo è sanguinante,
ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto
sia stretta la porta,
quanto piena di
castighi la vita.
Io sono il padrone
del mio destino:
io sono il capitano
della mia anima.
Non avvilirti
più di tanto
se non riesci
per il momento
ad innamorarti ancora…
Il tuo cuore
è magari stanco,
deluso, ferito
ma non morto
tranquillo riposa
e attende che un
nuovo miracolo
si compia.
Nulla è impossibile
all’Amore…
A primavera
un ramo secco
può dare un fiore.

Whoever is in error compensates with violence what he lacks in truth and strength. “Johann Wolfgang von Goethe”.

Darkness can not remove hatred; only love can do it. “” We have learned to fly like birds, to swim like fish, but we have not learned the art of living as brothers. “The Padreterno, to compensate man for the enormous physical deficiencies towards of his fellow men, he has endowed him with reason but he has unfortunately failed to provide him with the exact combination to use it, I have touched the pain He is hot and throbbing He contracts like a heart I have touched the evil with his eyes. cross cut I read the syllables of the word hello Agghiaccia and stuns a life fades I cried in silence Confused and impotent I have no other way To make you understand, To tell you courage And then I write it with The cloud of a human word that knew dissolve in a high sun glare of this scalar memory, near and far, rained by the sweat of the sky in a well of Love, between a mountain stream and Indelible words of sensual requests and Sweet Love.
Maybe it’s a mixture that generates me, the pain, the words I’ve learned. The desire to dominate the torments and an irrepressible instinct troubles me corroded by an inert thirst: in which desert has it formed? what source to quench it? Unexplored corners are hidden in me, the ego and the unconscious, the light and the shadow that does not let itself be caught, slips and hides itself. It would be nice to be respectable, to have respect for oneself and for others, to live with one’s own values, to love other people’s freedom, but … a soul at peace with itself does not give birth to words and words but only concreteness of one’s own Living Essence of the Divine . If I had opened the doors, if I had anchored to the shelter perhaps the wild delirium would not have imposed a toll. It is sad in the morning the dark story and the immortal dream takes care. The gentle hymn that interlaced me came to me tender and chaste, and it seemed easy to follow the fatal footprint that burned me. With an intrepid gesture and without control I broke the pact with virtue, of my fate I yielded the keys that until now I never got back. And now, therefore, to the expectation of compensation that is fame or gratitude leaves me alone in the middle of the street not even a tear of courtesy. A comma, an exclamation or an evanescent sign? Tell me, come to me in a dream, tell me the rule and I’ll apply it. Words pronounced by magician in illegal landfills will go to rummage. Disconnect the brain and the bastard chases a growl, so modestly I start towards the steps of the gallows and in impeccable school dress I continue to usurp the word. I do not apologize as I did in faraway years when existence alone was the fault. I do not condemn the lines never born the words that sleep lazily in the deep abyss where the red becomes entangled with black. I do not expose the phrases or seek artifices that dilate the verse, the emotion is the despot who traces the path the path that I am going to follow. Glowing arrows that show me the way, do not get tired: I know her. I know where the remains lie where the memories condense and the image catalyzes in abstract dreams. Do not torment me, I will not run, I will not follow the rhythms of the slaughter, do not limp to consume events, I will walk slowly along the avenue of cypresses, I will see the door approach calmly, I will study the perspective and evaluate the infinite sloppiness. I will observe the people on pilgrimage where one day in May I will be passing through a place for adults only. Adults only adults yesterday adulterers and so be it. In the darkness that darkens the sight I look at your face, always known, our solitudes diluted in years of omens and hopes. On the empty road of steps at dawn we repeat eternal gestures and words learned in the womb from a single mother the Earth.
I pulled out of the score
only flaps of memories:
I composed it
a bunch of thin
narcotic
to stun
the pressing fantasy
of life.
Play my piano
A sound, two sounds,
three four,
a thousand new sounds!
You, waiting, sweet melody
you were so well known
Now I remember your songs
They have always lived
The heart of my dreams.
Listen to the delicious rhythm:
Courage, freedom and life
They make it up.
INVICTUS (not won)
From the depths of the night
that wraps me,
dark as the deepest well
that goes from one pole to another,
thank any god exists
for the indomitable soul of mine.
In the vicious grip
of the circumstances
I have not pulled back
nor did I cry out for anguish.
Under the ax shots
of fate
my boss is bleeding,
but indomitable.
Beyond this place of anger and tears
only the horror of shadows looms,
yet the threat of years
he finds me, and he will find me, without fear.
It does not matter how much
the door is tight,
how full of
chasten the life.
I am the master
of my destiny:
I’m the captain
of my soul.
Do not get depressed
that much
if you can not
for the moment
to fall in love again …
Your heart
he’s maybe tired,
disappointed, hurt
but not dead
quiet rests
and waits for a
new miracle
it is done.
Nothing is impossible
Love …
In spring
a dry branch
he can give a flower.

كل من أخطأ يعوض العنف عما يفتقده في الحقيقة والقوة. “يوهان فولفغانغ فون جوته”.

الظلام لا يمكن أن يزيل الكراهية. فقط الحب يمكن أن نفعل ذلك. “” لقد تعلمنا أن يطير مثل الطيور، والسباحة مثل السمك، لكننا لم نتعلم فن العيش مثل الاخوة. “تعالى، لتعويض رجل من أوجه القصور المادية الهائلة ضد لأقرانهم، لديها الآن حق ولكن للأسف فشلت في تقديمها مجموعة المحدد لاستخدامها. لقد رأيت بأم الألم الحار والنبض وتشنجات مثل القلب. لمست مع عيون الشر. انه لامر مؤلم وينزف مثل الشاملة. لقد قرأت مقاطع من كلمة مرحبا تجميد والمذهلة واحد يتلاشى الحياة بكيت بصمت. مشوش وعاجز. ليس لدي أي وسيلة أخرى لجعل لكم فهم، لأقول لكم الشجاعة. ثم اكتبها مع سحابة من كلمة الإنسان أنه لم يعلم تذوب في وهج الشمس عالية من هذه الذاكرة القياسية ، بالقرب والبعيدة ، أمطرت من عرق السماء في بئر الحب ، بين تيار الجبل وكلمات لا يمكن تجاهلها من الطلبات الحسية والحب الحلو.
ربما هو خليط يولدني ، الألم ، الكلمات التي تعلمتها. إن الرغبة في السيطرة على العذاب وغريزة لا يمكن كبسها تزعجني بسبب العطش الخامل: أي الصحراء التي تشكلت فيها؟ ما المصدر لإخماد ذلك؟ يتم إخفاء الزوايا غير المستكشفة في داخلي ، الأنا واللاوعي ، الضوء والظل الذي لا يسمح لنفسه بأن يمسك ، ينزلق ويخفي نفسه. سيكون من الجميل أن تكون لائقة، لدينا احترام الذات والآخرين، ويعيش مع القيم الخاصة بهم، ونعتز حرية الآخرين، ولكن … روح تعيش في سلام مع نفسها لا تتحمل أنماط والكلمات، ولكن الملموس فقط من جوهر الحياة لها الإلهية في نفسه . إذا كنت قد فتحت الأبواب ، إذا كنت قد رست إلى الملجأ ، ربما لم يكن الهذيان البري قد تسبب في خسائر. من المحزن في الصباح أن تحلم القصة المظلمة والحلم الخالد. جاءني الترنيمة اللطيفة المتداخلة معي إلى العطاء والعفيف ، وبدا من السهل أن أتبع البصمة القاتلة التي أحرقتني. مع إيماءة جريئة و بدون سيطرة كسرت الإتفاق بالفضيلة ، من مصيري أنا أسقطت المفاتيح التي حتى الآن أنا أبدا عادت. والآن ، فإن توقع التعويض الذي هو الشهرة أو الامتنان يترك لي وحيدا في منتصف الشارع ولا حتى تمزيق المجاملة. فاصلة ، تعجب أو علامة تلاشي؟ قل لي ، تعال إلي في حلم ، أخبرني بالحكم وسأطبقه. الكلمات التي نطق بها الساحر في مدافن النفايات غير القانونية سوف تذهب إلى النقب. فصل الدماغ والمطاردات غير شرعي هدير ، متواضع جدا وأنا أبدأ نحو خطوات المشنقة وفي ثوب المدرسة لا تشوبها شائبة ما زلت اغتصاب الكلمة. أنا لا أعتذر كما فعلت في سنوات بعيدة عندما كان الوجود وحده هو الخطأ. أنا لا أدين الخطوط التي لم تولد الكلمات التي تنام بالكسل في الهاوية العميقة حيث يتشابك الأحمر مع الأسود. أنا لا أفضح العبارات أو أبحث عن الأعمال التي توسع الآية ، فالعاطفة هي المستبد الذي يتتبع المسار الذي سأتبعه. السهام المتوهجة التي تظهر لي الطريق ، لا تتعب: أنا أعرفها. أنا أعرف أين تقع البقايا حيث تتكثف الذكريات وتحفز الصورة بأحلام مجردة. أنا لا المعذبة، لن يتم تشغيل، لن اتبع إيقاعات المجزرة، لا يعرج تستهلك الأحداث، وأنا أمشي ببطء أسفل الشارع من أشجار السرو، وأرى أن النهج مهل الباب، وسوف يكون لي لدراسة وجهة نظرهم وتقييم ارتباك لا نهاية لها. سأراقب الناس في رحلة الحج ، حيث سيمرون في أحد الأيام في مكان للكبار فقط. الكبار فقط البالغين الزناة أمس ، فليكن ذلك. في الظلام الذي يغمض البصر ، أنظر إلى وجهك ، دائمًا ما نعرفه ، مخففاتنا مخففة في سنوات من الندم والآمال. على الطريق الفارغ من الخطوات عند الفجر نكرر الإيماءات والكلمات الأبديّة المستفادة في الرحم من أمّ واحدة في الأرض.
انسحبت من النتيجة
اللوحات فقط من الذكريات:
أنا ألحقته
حفنة من رقيقة
مخدر
ليصعق
الخيال الملحة
الحياة.
العب بيانو
صوت ، صوتين ،
ثلاثة ، أربعة ،
ألف أصوات جديدة!
أنت ، في انتظار ، لحن الحلو
كنت معروفًا جدًا
الآن أتذكر أغانيك
لقد عاشوا دائما
قلب أحلامي.
استمع إلى الإيقاع اللذيذ:
الشجاعة والحرية والحياة
انهم يصلون.
INVICTUS (لم يفز)
من أعماق الليل
هذا يلفني ،
مظلمة مثل أعمق بئر
ينتقل من قطب إلى آخر ،
أشكر أي إله موجود
لروح لا تقهر لي.
في قبضة شريرة
من هذه الظروف
أنا لم انسحب
ولا صرخة للاكتئاب.
تحت طلقات الفأس
القدر
رئيسه ينزف
ولكن لا تقهر.
أبعد من هذا المكان من الغضب والدموع
فقط رعب الظلال يلوح
بعد تهديد لسنوات
وجدني ، وسيجدني ، دون خوف.
لا يهم كم
الباب ضيق
كيف مليئة
تأدية الحياة.
أنا سيد
من قدري:
أنا القبطان
من روحي.
لا تحصل على الاكتئاب
هذا كثير
إذا لم تستطع
في الوقت الحالي
الوقوع في الحب مرة أخرى …
قلبك
ربما يكون متعبًا ،
بخيبة أمل ، يؤذي
لكن لم يمت
مساند هادئة
وينتظر ل
معجزة جديدة
يتم ذلك.
لا شيء مستحيل
الحب …
في الربيع
فرع جاف
يمكنه أن يعطي زهرة.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...