Venga il tuo Regno-Que venga tu Reino-Que venha o seu reino-Come your kingdom.

Eccomi di nuovo qui. oh mio Signore, su questo Monte Vingiolo sotto la Tua Croce.
I miei occhi hanno visto tante macerie, le mie orecchie hanno sentito i lamenti di bimbi e le lacrime delle loro mamme, vinti dallo sconforto e dalla paura.
Quanto sangue, quanta miseria, quanta desolazione, quanta povertà, quanta fame, quanto di tutto, niente, solo morte ed abbandono.
Sono stanco oh mio Signore, il mio cuore trabocca di dolore, ed ora per tua grazia sono qui a rimirare il mio mare,
e quella pace che come nuovo vento di primavera accarezza il mio corpo, sollevandolo da quel dolore che ora tra le tue parole vuole trovare conforto.
Tu mi hai dato un dono, il più bello a me che non posseggo nulla, quello di essere qui, non ho mezzi, ma per te tutto è possibile, ed io seguendoti mi ritrovo come Te a pregare,
tra questo cielo tinto di stelle e la brezza di quel mare che come un mormorio lontano, mi riportano quei bimbi e quelle madri.
Ed ti ascolto, oh mio Signore, parla al mio cuore, di cose che l’animo mio ora ha bisogno per superare tutto questo male, ridona a quelle voci pace e speranza, e la forza del tuo amore.
Ti ascolto dire: “Venga il tuo Regno” , come Fondatore, come Re dei re, come Figlio ed erede eterno di tutti i beni eterni del Padre, unendo così il tuo regno e quello del Padre, per mezzo di un mistico ponte.
Il tuo Regno qui sulla Terra ha nella Chiesa di Pietro la sua Reggia e per statuto le leggi della Chiesa, per Re di questo Regno.
Tu oh mio Signore, Capo e Pontefice eterno, istituendo i tuoi ministri, definendo la tua Chiesa ”nuova Gerusalemme terrena” che alla fine dei tempi,
sarà trasportata e trasformata nella “Gerusalemme celeste” nella quale giubileranno in eterno i risorti, e vivranno una vita nota solo a Dio.
Dunque Regno visibile per mezzo della Chiesa di Pietro, ma anche regno invisibile, questo regno di Dio in noi.
Così è il Regno di Dio, rappresentato sulla Terra dalla Chiesa, Società visibile e vivente senza possibilità di fine da quando fu, dal Vivente costituita: “tu Pietro su questa pietra edificherai la Mia Chiesa”.
Così è il Regno di Dio in noi, invisibile perché cosa spirituale, vivente nella sua parte spirituale, e vivente da quando è creata,
salvo che l’uomo non distrugga il Regno di Dio in lui col peccato e col persistere in esso, uccidendo anche la Vita dello spirito.
Regno che si serve e si conquista. Si serve sulla terra e si conquista oltre la Terra, durante tutte le vicende della vita quotidiana.
Ogni anno, ogni mese, giorno, ora e minuto, dall’uso della ragione alla morte, è servizio del suddito a Dio col fare la sua Volontà, ubbidire alla sua Legge,
vivere da “figlio”, e non da nemico o da brutto che elegge a sua vita il piccolo e transitorio godere animale al vivere in modo da meritare il gaudio celeste.
Ogni anno, mese, giorno, ora e minuto è mezzo di conquista del Regno celeste.
“Il mio Regno non è di questo mondo” asserì più volte la Verità incarnata ai suoi eletti, ai suoi amici, ai suoi fedeli, e anche a quelli che lo respingevano e l’odiavano per paura di perdere il loro meschino potere.
“Il mio Regno non è di questo mondo” testimoniò il Cristo quando, accortosi che lo volevano fare re, fuggì da solo sul monte.
“Il mio Regno non è di questo mondo” rispose il Cristo a Pilato che lo interrogava.
“Il mio regno non è di questo mondo” disse ancora una volta ai suoi Apostoli, avanti di ascendere; e sul tempo della ricostruzione di esso,
ancora sperato umanamente dai suoi eletti, rispose: “Solo il Padre ne sa il tempo e il momento. Se lo è riservato in suo potere”.
Dunque il Cristo ha sempre testimoniato del Regno, di questo duplice Regno che è poi un sol regno: quello di Cristo-Dio in noi, e quello di noi in Dio e con Dio,
e che diverrà Regno perfetto, immutabile, non più soggetto ad insidie e corruzioni dal momento che “Egli, il Re dei Re, verrà sulle nubi e ogni occhio lo vedrà per prendere possesso del suo Regno
per avere la vittoria su tutti i nemici, per giudicare e dare ad ognuno ciò che ognuno s’è meritato, e trasportare gli eletti nel mondo nuovo, nel nuovo cielo e nella nuova terra, nella nuova Gerusalemme dove non è corruzione, pianto e morte.
E per testimoniare con mezzi più forti delle parole che egli è il Re visibile del regno di Dio, ossia di un regno dove carità, giustizia e potere sono esercitati in forme soprannaturali,
Egli operò cose quali nessun re può operarne di tanto potenti, rendendo libertà alle membra e alle coscienze legate da morbi,
possessioni o peccati gravi, dominando le forze stesse della natura e gli elementi, e anche gli uomini, quando era conveniente di farlo, e anche vincendo la morte ,
usando sempre una carità e una giustizia perfette ed imparziali, ed amministrando con una sapienza che aveva insegnamento per ogni caso materiale, morale o spirituale,
tanto che gli stessi suoi nemici dovevano confessare:”Nessuno ha mai parlato come Egli parla”.
Ed in attesa di poter concedere ai suoi eletti il Regno celeste, Egli da ad essi la pace.
La pace che è, con la carità, l’aura del suo Regno celeste. La pace che da Lui emana. Da Lui che è Colui che è, e che è il Principe della Pace, e che per dare agli uomini la pace della riconciliazione con Dio è venuto sulla terra ad assumere,
Egli che è l’Essere in eterno, carne, sangue e anima, per unirle ipostaticamente alla sua Divinità, per compiere il Sacrificio perfetto che ha placato il Padre.
Perfetto, perché la Vittima immolata, per cancellare il peccato dell’Umanità e l’offesa fatta dalla stessa a Dio suo Creatore, era vera Carne per poter essere immolata, e carne innocente e pura, ma anche era vero Dio.
Quindi il suo sacrificio fu perfetto, ed atto e sufficiente a lavare la Macchia e a restituire la Grazia, e a rifarci cittadini del Regno di Dio e servi non per schiavitù, ma per spirituale sacerdozio che dà ossequio e culto a Dio,
e lavora perché il suo Regno si estenda, e anime ed anime vadano alla Luce e alla Vita; a quella Vita immortale anche per la carne risorta dei giusti che Egli ci testimoniò poter essere cosa vera con la sua Risurrezione dopo esser stato fatto morto,
Egli il Vivente , divenendo così “il Primogenito fra i morti”, di coloro che all’ultimo giorno riassumeranno la carne di cui per millenni, secoli, o anni, s’erano spogliati,
per godere anche con la stessa , oggetto di prova, di lotta e di merito sulla terra, dell’inesprimibile gaudio della conoscenza di Dio e delle sue perfezioni.
Ed ora arriviamo alla storia, alla nostra storia, quella trova sempre il modo di adoperarsi affinché sia fatta la volontà di Dio!
Lei si serve degli uomini…- loro non lo sanno, per arrivare ad affermare che l’amore è l’unico mezzo per estrinsecare questa Santa volontà, che trova nel silenzio,
nel perdono, nell’azione e nella preghiera le forze magiche ed esoteriche della verità a Noi rivelata, ma continuamente rinnegata dall’umanità.
L’azione della storia sulla vita dell’umanità è quella di impedire che l’uomo perda la sua “conoscenza”, la sua “memoria”.
L’amore non possiede altro che se stesso, è povero, come povere sono le parole di “verità”, sono senza fronzoli, senza ambiguità,
si dirigono tutte verso la nostra casa comune, verso la casa del Padre Nostro Signore, verso la Chiesa di Pietro.
Beati i poveri, perché loro potranno entrare, sono scelti dalla storia per continuare il messaggio affidato da Dio a Suo figlio Gesù Cristo:
“porta amore là dove alberga l’odio…- solo così ogni differenza è annullata…- le mie due mani stringono tutti al mio amore misericordioso…- ogni anima potrà così perpetuarsi fino alla fine del tempo”.
In quel calice mio figlio Gesù Cristo ha raccomandato l’uomo all’amore ed alla conoscenza.
Amore e conoscenza che oggi il mondo sembrano aver smarrito!
La volontà di Dio ha voluto che io incontrassi altri poveri come me, anche loro a tuo umile servizio.
Questa volontà ha voluto che mi si mostrassero in tutto il suo splendore e la sua potenza il Sacro Graal, la volontà di edificare il Nuovo Tempio di Cristallo, la nostra nuova Casa Comune.
Il Sacro Graal rappresenta la forza dello spirito, l’azione del bene a non soccombere alle lusinghe del potere, ha rappresentare la vera pace…- quella promessa da Dio!
Tutti i Cavalieri di Gesù S.O.R.I alla difesa della Chiesa di Pietro nel mondo, devono sentirsi uniti, ed avere nel cuore il desiderio di vivere quel momento di spiritualità, lo stesso vissuto da Gesù Cristo, in quel Calice Santo.
Il Sacro Graal rappresenta l’unità delle verità, la conoscenza, la perenne condivisione del bene come unica ricchezza, la sola che possa contrastare l’azione del male.
Il Sacro Graal quindi è quell’unità perduta, quei valori che la Croce del Cristo rappresentano, e che sono quotidianamente rinnegati dall’uomo…- la solidarietà, l’amicizia, il rispetto della diversità e la conoscenza della verità.
La Croce di Cristo, la vera conoscenza di vita! La vera Luce! La vera Via! La porta verso l’altro tempo, l’altro spazio, quel vivere ininterrotto,
dove l’amore regna sovrano e dove la memoria di noi stessi ci riporta negli altri uguale alla nostra, senza differenze, noi uguali al Padre Nostro signore.
Tutto ciò per mezzo del Suo Calice, del Suo Corpo, del Suo Sacrificio, del Suo volere a tutti i costi amare tutto e tutti, fino all’estremo…- la Sua vita che muore e soffre per noi suoi fratelli!
E’ arrivato dunque il momento di riportare alla memoria dell’umanità questi valori attraverso una grande festa da celebrarsi ogni anno in luoghi diversi.
Questa festa sarà dedicata al Santo Graal, ed in questo raduno mondiale, tutti i Cavalieri presenti e quelli lontani ma uniti spiritualmente,
rinnoveranno al Cristo la loro antica alleanza, che vede in Cristo l’unica vera via di congiunzione col Padre Nostro Signore.
La volontà di Dio è di nuovo in movimento, sta scegliendo uomini e modi attuativi di azione, attraverso lo strumento della provvidenza.
Il Santo Graal deve essere allontanato dal potere, dal maligno, dalla vanità, dalla voglia di soggiogare il più debole, perché Lui è la forza
del bene,
dei diseredati, dei più deboli, degli oppressi, di tutti coloro che soffrono, offrendo al Padre Nostro Signore il proprio corpo come Corpo di Cristo.
Il bene del mondo per poter lottare contro il male deve possedere una sola proprietà: “essere povero”…- essere lo stesso bene di Cristo morto per noi sulla Croce…- lo stesso bene di Cristo!
Chi possiederà questo bene riceverà la “resurrezione”, la stessa ricevuta da Cristo, là sulla Croce!
Il Santo Graal rappresenta per noi Cavalieri di Gesù S.O.R.I, la Sua e la nostra resurrezione, il raggiungimento di quella nuova promessa di pace…!
E’ nostra intenzione già a partire dall’anno in divenire di iniziare a processare questa festa del “Santo Graal”.
Ogni anno verrà mostrato al mondo intero la nostra unità, la nostra verità, la nostra unica via!
Continua ancora oggi quel cammino interrotto, e da quelle parole, e da quel fuoco di ignominia che ancora oggi reclama giustizia, Noi i rinati giuriamo fedeltà a Cristo, “noi” i Cavalieri di Gesù S.O.R.I. alla difesa della Chiesa di Pietro nel mondo.
Alla soglia della morte, dove anche la minima delle menzogne è fatale, confesso chiamando il cielo e la terra a testimoni,
che ho commesso peccato gravissimo a danno mio e dei miei, e che mi sono reso colpevole della terribile morte,
perché per salvarmi la vita e sfuggire ai troppi tormenti, e soprattutto allettato dalle parole lusinghiere del Re e del Papa, ho testimoniato contro me stesso e contro il mio Ordine.
Ora invece, sebbene sappia quale destino mi attende, non voglio aggiungere altre menzogne a quelle già dette e,

nel dichiarare che l’Ordine fu sempre ortodosso e mondo d’ogni macchia, rinuncio di buon grado alla vita”.
Così sta scritto…!
(Mario Domanico)

In Christus vincit †In Christus regnat † In Christus imperat †
GMD Cavalieri di Gesù S.O.R.I

 Aquí estoy de nuevo. Oh mi Señor, en este Monte Vingiolo bajo Tu Cruz.
Mis ojos han visto tantos escombros, mis oídos han escuchado los gemidos de los bebés y las lágrimas de sus madres, vencidos por la desesperación y el miedo.
Cuánta sangre, cuánta desdicha, cuánta desolación, cuánta pobreza, cuánta hambre, cuánto de todo, nada, solo muerte y abandono.
Estoy cansado, oh mi Señor, mi corazón se desborda de dolor, y ahora, por tu gracia, estoy aquí para contemplar mi mar.
y esa paz que como nuevo viento de primavera acaricia mi cuerpo, aliviándolo de ese dolor que ahora quiere encontrar consuelo en tus palabras.
Me diste un regalo, el más hermoso para mí: no tengo nada, el de estar aquí, no tengo medios, pero para ti todo es posible, y al seguirte me encuentro como a ti para orar.
entre este cielo teñido de estrellas y la brisa de ese mar que, como un murmullo distante, esos bebés y esas madres me traen de vuelta.
Y te escucho, oh mi Señor, habla a mi corazón, de las cosas que mi alma ahora necesita para superar todo este mal, restaura esas voces de paz y esperanza, y la fuerza de tu amor.
Te escucho decir: “Tu Reino viene”, como Fundador, como Rey de reyes, como Hijo y eterno heredero de todos los bienes eternos del Padre, uniendo así tu reino y el del Padre, a través de un puente místico.
Tu Reino aquí en la Tierra tiene en la Iglesia de Pedro su Palacio y por ley las leyes de la Iglesia, para el Rey de este Reino.
Tú, oh mi Señor, Cabeza eterna y Pontífice, instituye a tus ministros, define a su Iglesia “la nueva Jerusalén terrenal” que al final de los tiempos,
será transportado y transformado en la “Jerusalén celestial” en la que el resucitado se alegrará eternamente y vivirá una vida conocida solo por Dios.
Así, un Reino visible a través de la Iglesia de Pedro, pero también un reino invisible, este reino de Dios en nosotros.
Así es el Reino de Dios, representado en la Tierra por la Iglesia, una Sociedad visible y viva sin la posibilidad de un fin como lo fue, desde la Vida constituida: “Pedro en esta piedra edificarás Mi Iglesia”.
Así es el Reino de Dios en nosotros, invisible porque es espiritual, vive en su parte espiritual, y vive desde que fue creado,
a menos que el hombre destruya el Reino de Dios en él por el pecado y al persistir en él, también mata la Vida del espíritu.
Reino que se usa y conquista. Se sirve en la tierra y se conquista más allá de la Tierra, durante todos los eventos de la vida diaria.
Cada año, cada mes, día, hora y minuto, desde el uso de la razón hasta la muerte, es el servicio del sujeto a Dios al hacer su Voluntad, obedecer su Ley,
vivir como un “hijo”, y no como un enemigo o una persona fea que elige a su vida el animal pequeño y pasajero que disfruta vivir para merecer la alegría celestial.
Cada año, mes, día, hora y minuto son los medios de conquista del Reino celestial.
“Mi Reino no es de este mundo”, declaró repetidamente la Verdad encarnada a sus elegidos, a sus amigos, a sus fieles, y también a aquellos que lo rechazaron y lo odiaron por temor a perder su pequeño poder.
“Mi Reino no es de este mundo”, testificó Cristo cuando, al darse cuenta de que querían hacerlo rey, huyó solo a la montaña.
“Mi reino no es de este mundo”, respondió el Cristo a Pilato, quien lo interrogó.
“Mi reino no es de este mundo”, dijo a sus apóstoles una vez más, antes de ascender; y en el momento de su reconstrucción,
todavía esperado humanamente por sus elegidos, respondió: “Sólo el Padre sabe el momento y el momento. Lo reservó en su poder “.
Por lo tanto, Cristo siempre ha sido testigo del Reino, de este Reino doble que es entonces un solo reino: el de Cristo-Dios en nosotros, y el de nosotros en Dios y con Dios,
y que se convertirá en un Reino perfecto e inmutable, que ya no estará sujeto a trampas y corrupciones, ya que “Él, el Rey de reyes, vendrá sobre las nubes y todos los ojos lo verán para tomar posesión de su Reino”.
tener la victoria sobre todos los enemigos, juzgar y dar a cada uno lo que cada uno ha ganado, y transportar a los elegidos al nuevo mundo, al nuevo cielo ya la nueva tierra, a la nueva Jerusalén donde no hay corrupción, llanto y muerte .
Y para testificar con palabras más fuertes que las palabras de que él es el Rey visible del reino de Dios, o de un reino donde la caridad, la justicia y el poder se ejercen en formas sobrenaturales,
Hizo cosas como las que ningún rey puede hacer con tanta fuerza, dando libertad a los miembros y las conciencias vinculadas a enfermedades.
posesiones o pecados graves, dominando las mismas fuerzas de la naturaleza y los elementos, e incluso los hombres, cuando era conveniente hacerlo, e incluso superar la muerte,
siempre utilizando una caridad y justicia perfecta e imparcial, y administrando con una sabiduría que haya enseñado para cada caso material, moral o espiritual,
tanto, que sus propios enemigos tuvieron que confesar: “Nadie ha hablado nunca mientras habla”.
Y esperando poder otorgar a sus elegidos el Reino celestial, Él les da paz.
La paz que es, con caridad, el aura de su Reino celestial. La paz que emana de él. De Aquel que es el que es, y que es el Príncipe de la Paz, y que para dar a los hombres la paz de la reconciliación con Dios, vino a la tierra a asumir,
El que es el Ser eterno, la carne, la sangre y el alma, para unirlos hipostáticamente con su Divinidad, para realizar el sacrificio perfecto que ha apaciguado al Padre.
Perfecto, porque la víctima fue inmolada, para borrar el pecado de la Humanidad y la ofensa hecha por él a Dios, su Creador, fue verdadera carne para ser inmolada, y carne inocente y pura, pero también fue verdadero Dios.
Por lo tanto, su sacrificio fue perfecto, y fue suficiente para lavar la Mancha y restaurar la Gracia, y para convertirnos en ciudadanos del Reino de Dios y servir no por esclavitud, sino por el sacerdocio espiritual que rinde homenaje y adoración a Dios.
y trabaja para que su Reino pueda extenderse, y las almas y las almas vayan a la Luz ya la Vida; a esa Vida inmortal también por la carne resucitada de los justos que Él nos testificó que podría ser verdad con su Resurrección después de haber sido muerto,
Él, el que vive, se convierte así en “el primogénito entre los muertos”, de aquellos que en el último día resumirán la carne que durante milenios, siglos o años, habían sido despojados.
disfrutar incluso con ella, el objeto de la prueba, de la lucha y el mérito en la tierra, del gozo inexpresable del conocimiento de Dios y sus perfecciones.
¡Y ahora llegamos a la historia, a nuestra historia, que siempre encuentra una manera de trabajar para que se haga la voluntad de Dios!
Ella usa a los hombres … – ellos no lo saben, para ir tan lejos como para decir que el amor es la única manera de expresar esta Santa voluntad, que se encuentra en silencio,
en el perdón, en la acción y en la oración, las fuerzas mágicas y esotéricas de la verdad reveladas a nosotros, pero negadas continuamente por la humanidad.
La acción de la historia sobre la vida de la humanidad es evitar que el hombre pierda su “conocimiento”, su “memoria”.
El amor no tiene más que sí mismo, es pobre, cuán pobres son las palabras de “verdad”, son sin lujos, sin ambigüedad,
todos se dirigen hacia nuestra casa común, hacia la casa del Padre Nuestro Señor, hacia la Iglesia de Pedro.
Bienaventurados los pobres, porque podrán entrar, son elegidos por la historia para continuar el mensaje confiado por Dios a su hijo Jesucristo:
“Trae el amor donde mora el odio … – solo de esta manera se cancelan todas las diferencias … – mis dos manos sacuden a todos a mi amor misericordioso … – cada alma puede perpetuarse hasta el fin de los tiempos”.
En esa copa mi hijo Jesucristo recomendó al hombre amar y conocer.
¡Amor y conocimiento que el mundo parece haber perdido hoy!
La voluntad de Dios quería que conociera a otras personas pobres como yo, incluso en tu humilde servicio.
Esto querría que me mostraran en todo su esplendor y que alimentaran el Santo Grial, la voluntad de construir el Nuevo Templo de Cristal, nuestra nueva Casa Común.
El Santo Grial representa la fuerza del espíritu, la acción del bien para no sucumbir a la tentación del poder, ha representado la verdadera paz … ¡la prometida por Dios!
Todos los Caballeros de Jesús S.O.R.I en la defensa de la Iglesia de Pedro en el mundo, deben sentirse unidos y tener en sus corazones el deseo de vivir ese momento de espiritualidad, el mismo que vivió Jesucristo, en ese Santo Cáliz.
El Santo Grial representa la unidad de las verdades, el conocimiento, el intercambio perenne del bien como única riqueza, la única que puede contrarrestar la acción del mal.
El Santo Grial es, por lo tanto, esa unidad perdida, aquellos valores que representa la Cruz de Cristo y que el hombre niega diariamente … solidaridad, amistad, respeto por la diversidad y conocimiento de la verdad.
La cruz de Cristo, el verdadero conocimiento de la vida! La verdadera luz! La forma real! La puerta al otro tiempo, el otro espacio, esa vida ininterrumpida,
donde reina el amor supremo y donde el recuerdo de nosotros mismos nos devuelve a los demás de la misma manera que a la nuestra, sin diferencias, somos iguales al Padre Nuestro Señor nuestro.
Todo esto a través de Su cáliz, Su cuerpo, Su sacrificio, Su deseo a toda costa de amar a todos y todo, hasta el extremo … – ¡Su vida que muere y sufre por nosotros sus hermanos!
Por lo tanto, ha llegado el momento de devolver estos valores a la memoria de la humanidad a través de una gran celebración que se celebrará cada año en diferentes lugares.
Este festival estará dedicado al Santo Grial, y en esta reunión mundial, todos los Caballeros presentes y los que están lejos, pero unidos espiritualmente,
renovarán a Cristo su antiguo pacto, que ve en Cristo la única manera verdadera de unirse al Padre Nuestro Señor.
La voluntad de Dios está nuevamente en movimiento, eligiendo a los hombres y las formas de implementar la acción, a través del instrumento de la providencia.
El Santo Grial debe ser removido del poder, del mal, de la vanidad, del deseo de subyugar al más débil, porque Él es la fuerza.
de bueno
de los desheredados, de los más débiles, de los oprimidos, de todos los que sufren, ofreciendo al Señor nuestro cuerpo como el Cuerpo de Cristo.
El bien del mundo para luchar contra el mal debe tener una sola propiedad: “ser pobre” … ser el mismo bien de Cristo que murió por nosotros en la Cruz … ¡el mismo bien de Cristo!
¡Quien posea este bien recibirá la “resurrección”, la misma que recibió de Cristo, allí en la Cruz!
El Santo Grial representa para nosotros los Caballeros de Jesús S.O.R.I, Su y nuestra resurrección, el logro de esa nueva promesa de paz …!
Es nuestra intención, ya en el próximo año, comenzar a procesar esta fiesta del “Santo Grial”.
Cada año nuestra unidad, nuestra verdad, nuestro único camino se mostrará a todo el mundo!
Aún hoy, ese camino roto continúa, y de esas palabras, y de ese fuego de ignominia que todavía hoy exige justicia, Nosotros, los nacidos de nuevo, juramos fidelidad a Cristo, “nosotros” los Caballeros de Jesús S.O.R.I. Para defender a la Iglesia de Pedro en el mundo.
En el umbral de la muerte, donde incluso la más mínima de las mentiras es fatal, lo confieso llamando al cielo y la tierra a los testigos.
que he cometido un pecado muy grave para mí y el mío, y que he sido culpable de la terrible muerte,
porque para salvar mi vida y escapar de demasiados tormentos, y sobre todo seducido por las palabras halagadoras del Rey y del Papa, testifiqué contra mí mismo y contra mi Orden.
Ahora, en cambio, aunque sé qué me espera el destino, no quiero agregar otras mentiras a las que ya se mencionaron y,

Al declarar que la Orden siempre fue ortodoxa y el mundo de todas las manchas, renuncio voluntariamente a la vida “.
Así que está escrito …!
(Mario Domanico)

En Christus vincit † En Christus regnat † En Christus imperat †
GMD Caballeros de Jesús S.O.R.I.

Aqui estou eu de novo. oh meu senhor, neste monte Vingiolo sob sua cruz.
Meus olhos viram tanto entulho, meus ouvidos ouviram os gemidos dos bebês e as lágrimas de suas mães, vencidos pelo desespero e pelo medo.
Quanto sangue, quanto miséria, quanta desolação, quanta pobreza, quanta fome, quanto de tudo, nada, só morte e abandono.
Estou cansado oh meu Senhor, meu coração transborda de dor, e agora pela sua graça estou aqui para contemplar meu mar
e aquela paz que, como um novo vento de primavera, acaricia meu corpo, aliviando-o daquela dor que agora quer encontrar consolo em suas palavras.
Você me deu um presente, o mais bonito para mim que eu não tenho nada, o de estar aqui, eu não tenho meios, mas para você tudo é possível, e eu te seguindo eu me vejo como você para orar,
entre este céu tingido de estrelas e a brisa daquele mar que, como um murmúrio distante, aqueles bebês e aquelas mães me trazem de volta.
E eu te escuto, oh meu Senhor, fala ao meu coração, das coisas que minha alma agora precisa para superar todo esse mal, restaura aquelas vozes, paz e esperança, e a força do seu amor.
Eu ouço você dizer: “Venha o seu Reino”, como Fundador, como Rei dos reis, como Filho e herdeiro eterno de todos os bens eternos do Pai, unindo assim o seu reino e o do Pai, através de uma ponte mística.
Seu Reino aqui na Terra tem na Igreja de Pedro seu Palácio e por estatuto as leis da Igreja, por Rei deste Reino.
Você oh meu Senhor, Chefe e Pontífice Eterno, instituindo seus ministros, definindo sua Igreja “a nova Jerusalém terrena” que no final dos tempos,
será transportado e transformado na “Jerusalém celeste”, na qual os ressuscitados se regozijarão eternamente e viverão uma vida conhecida apenas por Deus.
Assim, um reino visível através da Igreja de Pedro, mas também um reino invisível, esse reino de Deus em nós.
Assim é o Reino de Deus, representado na Terra pela Igreja, uma sociedade visível e viva, sem a possibilidade de um fim, uma vez que foi, a partir do constituído Viver: “você Pedro sobre esta pedra vai construir a minha Igreja”.
Assim é o Reino de Deus em nós, invisível porque é espiritual, vivendo em sua parte espiritual e vivendo desde que foi criado,
a menos que o homem destrua o reino de Deus nele pelo pecado e persista nele, matando também a vida do espírito.
Reino que é usado e conquistado. É servido na terra e é conquistado além da Terra, durante todos os eventos da vida cotidiana.
Todo ano, todo mês, dia, hora e minuto, desde o uso da razão até a morte, é o serviço do sujeito a Deus fazendo sua vontade, obedecendo a sua lei,
viver como um “filho”, e não como um inimigo ou um feio que elege para a sua vida o pequeno e passageiro que desfruta do animal para viver a fim de merecer a alegria celestial.
Todo ano, mês, dia, hora e minuto é o meio de conquista do Reino celestial.
“Meu Reino não é deste mundo”, ele repetidamente declarou a Verdade encarnada para seus escolhidos, para seus amigos, para seus fiéis, e também para aqueles que o rejeitaram e odiaram por medo de perder seu poder insignificante.
“Meu Reino não é deste mundo”, o Cristo testificou quando, percebendo que eles queriam torná-lo rei, ele fugiu sozinho para a montanha.
“Meu Reino não é deste mundo” respondeu o Cristo a Pilatos que o questionou.
“Meu reino não é deste mundo”, disse ele aos apóstolos mais uma vez, antes de subir; e no tempo de sua reconstrução,
Ainda esperado humanamente por seus eleitos, ele respondeu: “Só o Pai sabe a hora e o momento. Ele reservou em seu poder “.
Portanto, Cristo sempre testemunhou para o Reino, para este duplo Reino que é então apenas um reino: o de Cristo-Deus em nós, e o de nós em Deus e com Deus,
e que ele se tornará um Reino perfeito e imutável, não mais sujeito a armadilhas e corrupções, visto que “Ele, o Rei dos Reis, virá sobre as nuvens e todo olho verá para tomar posse de seu Reino”.
ter vitória sobre todos os inimigos, julgar e dar a cada um o que cada um conquistou, e transportar os eleitos para o novo mundo, para o novo céu e para a nova terra, para a nova Jerusalém onde não há corrupção, choro e morte .
E para testemunhar com palavras mais fortes que as palavras que ele é o visível rei do reino de Deus, ou de um reino onde a caridade, a justiça e o poder são exercidos sob formas sobrenaturais,
Ele fez coisas como nenhum rei pode fazer com tão poderoso, dando liberdade aos membros e consciências presas por doenças,
posses graves ou pecados, dominando as próprias forças da natureza e dos elementos, e até mesmo os homens, quando era conveniente fazê-lo, e até mesmo superar a morte,
sempre usando uma perfeita e imparcial caridade e justiça, e administrando com uma sabedoria que tinha ensino para todo caso material, moral ou espiritual,
tanto que seus próprios inimigos tiveram que confessar: “Ninguém jamais falou como fala”.
E esperando poder conceder a seus escolhidos o Reino celestial, Ele lhes dá paz.
A paz que é, com caridade, a aura do seu Reino celestial. A paz que emana dele. Daquele que é Aquele que é, e que é o Príncipe da Paz, e que para dar aos homens a paz da reconciliação com Deus veio à terra para assumir,
Aquele que é o Ser eterno, carne, sangue e alma, para uni-los hipostaticamente à sua Divindade, para realizar o Sacrifício perfeito que apaziguou o Pai.
Perfeito, porque a vítima imolada, para apagar o pecado da Humanidade e a ofensa feita por ela a Deus seu Criador, era carne verdadeira para ser imolada, e carne pura e inocente, mas também era verdadeiro Deus.
Então seu sacrifício foi perfeito, e foi suficiente lavar o borrão e restaurar a graça, e tornar-se cidadãos do Reino de Deus e servir não da escravidão, mas do sacerdócio espiritual que presta homenagem e adoração a Deus.
e trabalha para que o seu Reino se estenda, e almas e almas vão para a Luz e para a Vida; para aquela Vida imortal também para a carne ressuscitada dos justos que Ele testificou para nós que isto poderia ser verdade com a ressurreição dele depois que ele foi feito morto,
Ele o Vivente, tornando-se assim “o Primogênito entre os mortos”, daqueles que no último dia resumirão a carne da qual por milênios, séculos ou anos, foi despojada,
gozar até mesmo com ela o objeto de provação, luta e mérito na terra, da inexprimível alegria do conhecimento de Deus e de suas perfeições.
E agora chegamos à história, à nossa história, que sempre encontra um jeito de trabalhar para que a vontade de Deus seja feita!
Ela usa homens … – eles não sabem, para afirmar que o amor é o único meio de expressar essa vontade sagrada, que encontra em silêncio,
no perdão, na ação e na oração, as forças mágicas e esotéricas da verdade reveladas a nós, mas continuamente negadas pela humanidade.
A ação da história na vida da humanidade é impedir que o homem perca seu “conhecimento”, sua “memória”.
O amor não tem nada além de si mesmo, é pobre, quão pobres são as palavras da “verdade”, elas são sem frescuras, sem ambigüidade,
todos eles vão em direção ao nosso lar comum, em direção à casa do Pai Nosso Senhor, em direção à Igreja de Pedro.
Bem-aventurados os pobres, porque poderão entrar, são escolhidos pela história para continuar a mensagem confiada por Deus a seu filho Jesus Cristo:
“Traz amor onde o ódio habita … – só assim toda diferença é cancelada … – minhas duas mãos agitam todo mundo ao meu amor misericordioso … – toda alma pode assim se perpetuar até o fim dos tempos”.
Naquele copo meu filho Jesus Cristo recomendou o homem para amar e para o conhecimento.
Amor e conhecimento que o mundo parece ter perdido hoje!
A vontade de Deus queria que eu conhecesse outras pessoas pobres como eu, mesmo em seu humilde serviço.
Isto quereria que eu fosse mostrado em todo seu esplendor e poder o Santo Graal, a vontade de construir o Novo Templo de Cristal, nossa nova Casa Comum.
O Santo Graal representa a força do espírito, a ação do bem não sucumbir à atração do poder, representou a verdadeira paz … – aquela prometida por Deus!
Todos os Cavaleiros de Jesus S.O.R.I, na defesa da Igreja de Pedro no mundo, devem sentir-se unidos e ter em seus corações o desejo de viver aquele momento de espiritualidade, o mesmo vivido por Jesus Cristo, naquele Santo Cálice.
O Santo Graal representa a unidade de verdades, conhecimento, a perene partilha do bem como a única riqueza, a única que pode neutralizar a ação do mal.
O Santo Graal é, portanto, aquela unidade perdida, aqueles valores que a Cruz de Cristo representa e que são diariamente negados pelo homem … – solidariedade, amizade, respeito pela diversidade e conhecimento da verdade.
A cruz de Cristo, o verdadeiro conhecimento da vida! A luz real! O caminho real! A porta para o outro tempo, o outro espaço, aquela vida ininterrupta,
onde o amor reina supremo e onde a memória de nós mesmos nos traz de volta aos outros da mesma maneira que a nossa, sem diferenças, nós igualamos ao Pai Nosso, nosso Senhor.
Tudo isso através do seu cálice, do seu corpo, do seu sacrifício, querendo a todo o custo amar a todos e a tudo, ao extremo … – a sua vida que morre e sofre por nós seus irmãos!
Chegou, portanto, o tempo de trazer esses valores de volta à memória da humanidade através de uma grande celebração a ser celebrada todos os anos em diferentes lugares.
Este festival será dedicado ao Santo Graal, e neste encontro mundial, todos os Cavaleiros presentes e os que estão longe, mas unidos espiritualmente,
eles renovarão a Cristo seu antigo pacto, que vê em Cristo o único modo verdadeiro de se unir ao Pai Nosso Senhor.
A vontade de Deus está novamente em movimento, escolhendo homens e formas de implementar ação, através do instrumento da providência.
O Santo Graal deve ser removido do poder, do mal, da vaidade, do desejo de subjugar os mais fracos, porque Ele é a força
de bom,
dos deserdados, dos mais fracos, dos oprimidos, de todos os que sofrem, oferecendo ao nosso Senhor nosso corpo como Corpo de Cristo.
O bem do mundo para lutar contra o mal deve ter apenas uma propriedade: “ser pobre” … – ser o mesmo bem de Cristo que morreu por nós na cruz … – o mesmo bem de Cristo!
Quem possuir esse bem receberá a “ressurreição”, a mesma recebida de Cristo, ali na cruz!
O Santo Graal representa para nós Cavaleiros de Jesus S.O.R.I, Sua e nossa ressurreição, a realização dessa nova promessa de paz …!
É nossa intenção, já no próximo ano, começar a processar esta festa do “Santo Graal”.
Todos os anos nossa unidade, nossa verdade, nosso único caminho será mostrado ao mundo inteiro!
Esse caminho rompido continua, e dessas palavras, e daquele fogo de ignomínia que ainda hoje exige justiça, Nós, os nascidos de novo, juramos fidelidade a Cristo, “nós” os Cavaleiros de Jesus S.O.R.I. para defender a Igreja de Pedro no mundo.
No limiar da morte, onde até mesmo a menor das mentiras é fatal, confesso, chamando o céu e a terra a testemunhas,
que cometi um pecado muito grave para o meu e meu, e que fui culpado da morte terrível,
porque para salvar minha vida e escapar de muitos tormentos, e acima de tudo atraído pelas palavras lisonjeiras do Rei e do Papa, eu testemunhei contra mim mesmo e contra a minha Ordem.
Agora, em vez disso, embora eu saiba o que o destino me espera, eu não quero adicionar outras mentiras àquelas já mencionadas e,

Ao declarar que a Ordem sempre foi ortodoxa e o mundo de todas as manchas, eu voluntariamente renuncio à vida “.
Então está escrito …!
(Mario Domanico)

Em Christus vincit † Em Christus regnat † Em Christus imperat †
GMD Cavaleiros de Jesus S.O.R.I.

 Here I am again. oh my Lord, on this Mount Vingiolo under Your Cross.
My eyes have seen so much rubble, my ears have heard the moans of babies and the tears of their mothers, overcome by despair and fear.
How much blood, how much misery, how much desolation, how much poverty, how much hunger, how much of everything, nothing, only death and abandonment.
I am tired oh my Lord, my heart overflows with pain, and now by your grace I am here to gaze at my sea,
and that peace that as a new spring wind caresses my body, relieving it of that pain that now wants to find comfort in your words.
You gave me a gift, the most beautiful to me that I have nothing, that of being here, I have no means, but for you everything is possible, and I following you I find myself like you to pray,
between this sky tinged with stars and the breeze of that sea that like a distant murmur, those babies and those mothers bring me back.
And I listen to you, oh my Lord, speak to my heart, of things that my soul now needs to overcome all this evil, restores those voices peace and hope, and the strength of your love.
I listen to you say: “Your Kingdom is coming”, as Founder, as King of kings, as Son and eternal heir of all the eternal goods of the Father, thus uniting your kingdom and that of the Father, through a mystical bridge.
Your Kingdom here on Earth has in the Church of Peter its Palace and by statute the laws of the Church, for King of this Kingdom.
You oh my Lord, Head and Eternal Pontiff, instituting your ministers, defining your Church “the new earthly Jerusalem” that at the end of time,
it will be transported and transformed into the “heavenly Jerusalem” in which the resurrected will eternally rejoice, and live a life known only to God.
Thus a visible Kingdom through the Church of Peter, but also an invisible kingdom, this kingdom of God in us.
Thus is the Kingdom of God, represented on Earth by the Church, a visible and living Society without the possibility of an end since it was, from the constituted Living: “you Peter on this stone will build My Church”.
Thus is the Kingdom of God in us, invisible because it is spiritual, living in its spiritual part, and living since it was created,
unless man destroys the Kingdom of God in him by sin and by persisting in it, also killing the Life of the spirit.
Kingdom that is used and conquered. It is served on the earth and is conquered beyond the Earth, during all the events of daily life.
Every year, every month, day, hour and minute, from the use of reason to death, it is the subject’s service to God by doing his Will, obeying his Law,
to live as a “son”, and not as an enemy or an ugly one who elects to his life the small and transient enjoy animal to live in order to merit the heavenly joy.
Every year, month, day, hour and minute is the means of conquest of the heavenly Kingdom.
“My Kingdom is not of this world” he repeatedly stated the Truth incarnated to his chosen ones, to his friends, to his faithful, and also to those who rejected him and hated him for fear of losing their petty power.
“My Kingdom is not of this world,” the Christ testified when, realizing that they wanted to make him king, he fled alone to the mountain.
“My Kingdom is not of this world” replied the Christ to Pilate who questioned him.
“My kingdom is not of this world,” he said to his Apostles once more, before ascending; and on the time of its reconstruction,
still hoped humanly by his elect, he replied: “Only the Father knows the time and the moment. He reserved it in his power “.
Therefore Christ has always witnessed to the Kingdom, to this double Kingdom which is then only one kingdom: that of Christ-God in us, and that of us in God and with God,
and that it will become a perfect, immutable Kingdom, no longer subject to traps and corruptions since “He, the King of Kings, will come on clouds and every eye will see it to take possession of his Kingdom
to have victory over all enemies, to judge and give to each one what each one has earned, and to transport the elect to the new world, to the new heaven and to the new earth, to the new Jerusalem where there is no corruption, crying and death .
And to testify with stronger means than the words that he is the visible King of the kingdom of God, or of a kingdom where charity, justice and power are exercised in supernatural forms,
He did things such as no king can do so powerful, giving freedom to the limbs and consciences bound by diseases,
grave possessions or sins, dominating the very forces of nature and the elements, and even men, when it was convenient to do so, and even overcoming death,
always using a perfect and impartial charity and justice, and administering with a wisdom that had teaching for every material case, moral or spiritual,
so much so that his own enemies had to confess: “No one has ever spoken as he speaks.”
And waiting to be able to grant his chosen ones the heavenly Kingdom, he gives them peace.
The peace that is, with charity, the aura of his heavenly Kingdom. The peace that emanates from him. From Him who is the One who is, and who is the Prince of Peace, and who to give men the peace of reconciliation with God came to earth to assume,
He who is eternal Being, flesh, blood and soul, to unite them hypostatically to his Divinity, to accomplish the perfect Sacrifice that has appeased the Father.
Perfect, because the victim immolated, to erase the sin of Humanity and the offense made by it to God its Creator, was true Flesh to be immolated, and innocent and pure flesh, but it was also true God.
Then his sacrifice was perfect, and it was sufficient to wash the Blot and restore Grace, and to make ourselves citizens of the Kingdom of God and serve not out of slavery, but out of spiritual priesthood which gives homage and worship to God,
and works so that his Kingdom may extend, and souls and souls go to the Light and to Life; to that immortal Life also for the resurrected flesh of the just that He testified to us that it could be true with his Resurrection after he was made dead,
He the Living One, thus becoming “the Firstborn among the dead”, of those who at the last day will summarize the flesh of which for millennia, centuries, or years, had been stripped,
to enjoy even with it the object of trial, struggle and merit on earth, of the inexpressible joy of the knowledge of God and his perfections.
And now we come to history, to our history, that always finds a way to work so that God’s will is done!
She uses men … – they don’t know it, to come to affirm that love is the only means to express this Holy will, which finds in silence,
in forgiveness, in action and in prayer the magical and esoteric forces of the truth revealed to us, but continually denied by humanity.
The action of history on the life of humanity is to prevent man from losing his “knowledge”, his “memory”.
Love has nothing but itself, it is poor, how poor are the words of “truth”, they are without frills, without ambiguity,
they all go towards our common home, towards the house of the Father Our Lord, towards the Church of Peter.
Blessed are the poor, because they will be able to enter, they are chosen by history to continue the message entrusted by God to His son Jesus Christ:
“Brings love where hatred dwells … – only in this way every difference is canceled … – my two hands shake everyone to my merciful love … – every soul can thus perpetuate itself until the end of time”.
In that cup my son Jesus Christ recommended man to love and to knowledge.
Love and knowledge that the world seems to have lost today!
God’s will wanted me to meet other poor people like me, even in your humble service.
This will wanted me to be shown in all its splendor and power the Holy Grail, the will to build the New Crystal Temple, our new Common House.
The Holy Grail represents the strength of the spirit, the action of good not to succumb to the lure of power, it has represented true peace … – that promised by God!
All the Knights of Jesus S.O.R.I in the defense of the Church of Peter in the world, must feel united, and have in their hearts the desire to live that moment of spirituality, the same lived by Jesus Christ, in that Holy Chalice.
The Holy Grail represents the unity of truths, knowledge, the perennial sharing of good as the only wealth, the only one that can counteract the action of evil.
The Holy Grail is therefore that lost unity, those values ​​that the Cross of Christ represent, and that are daily denied by man … – solidarity, friendship, respect for diversity and knowledge of the truth.
The Cross of Christ, the true knowledge of life! The real light! The real way! The door to the other time, the other space, that uninterrupted living,
where love reigns supreme and where the memory of ourselves brings us back to others in the same way as ours, without differences, we equal to the Our Father our Lord.
All this through His Chalice, His Body, His Sacrifice, His wanting at all costs to love everyone and everything, to the extreme … – His life that dies and suffers for us his brothers!
The time has therefore come to bring these values ​​back to the memory of humanity through a great celebration to be celebrated every year in different places.
This festival will be dedicated to the Holy Grail, and in this world gathering, all the Knights present and those far away but united spiritually,
they will renew to Christ their ancient covenant, which sees in Christ the only true way of joining the Father Our Lord.
God’s will is again on the move, choosing men and ways of implementing action, through the instrument of providence.
The Holy Grail must be removed from power, from evil, from vanity, from the desire to subjugate the weaker, because He is the force
of good,
of the disinherited, of the weakest, of the oppressed, of all those who suffer, offering to the Our Lord our body as the Body of Christ.
The good of the world in order to fight against evil must have only one property: “to be poor” … – to be the same good of Christ who died for us on the Cross … – the same good of Christ!
Whoever possesses this good will receive the “resurrection”, the same received from Christ, there on the Cross!
The Holy Grail represents for us Knights of Jesus S.O.R.I, His and our resurrection, the achievement of that new promise of peace …!
It is our intention as early as the coming year to begin processing this feast of the “Holy Grail”.
Every year our unity, our truth, our only way will be shown to the whole world!
That broken path continues, and from those words, and from that fire of ignominy that still today demands justice, We the born-again swear fidelity to Christ, “we” the Knights of Jesus S.O.R.I. to defend the Church of Peter in the world.
On the threshold of death, where even the slightest of lies is fatal, I confess by calling heaven and earth to witnesses,
that I committed a very great sin to my and my loved ones, and that I was guilty of the terrible death,
because in order to save my life and escape too many torments, and above all enticed by the flattering words of the King and the Pope, I testified against myself and against my Order.
Now instead, although I know what fate awaits me, I do not want to add other lies to those already mentioned and,

in declaring that the Order was always Orthodox and the world of all stains, I willingly give up life “.
So it’s written …!
(Mario Domanico)

In Christus vincit † In Christus regnat † In Christus imperat †
GMD Knights of Jesus S.O.R.I.

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